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Un “sì” che sia “sì”

Un “sì” che sia “sì”

“Siate pronti a dire sempre sì al Signore, un sì incondizionato”. Con queste parole, S.E. Mons. Samuele Sangalli ha incoraggiato i nostri 26 fratelli del primo anno di teologia, ammessi tra i candidati agli Ordini, giovedì 21 maggio.

Questo rito nella Chiesa Cattolica rappresenta il momento in cui un seminarista manifesta pubblicamente la volontà di proseguire il cammino verso l’Ordinazione sacerdotale, mentre la Chiesa riconosce ufficialmente la sua idoneità iniziale. Le sue origini risalgono ai primi secoli del cristianesimo, quando i candidati venivano gradualmente introdotti ai ministeri ecclesiastici attraverso periodi di formazione e discernimento. Nel corso del Medioevo, il percorso verso il sacerdozio divenne più strutturato, con tappe precise legate agli Ordini minori e maggiori. Dopo il Concilio di Trento furono istituiti i seminari per garantire una preparazione spirituale e culturale più rigorosa. Nel XX secolo, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II, la formazione sacerdotale venne rinnovata, ponendo maggiore attenzione alla maturità umana e pastorale dei candidati. Oggi questo rito costituisce una tappa significativa del cammino seminaristico, esprimendo l’impegno personale del candidato e la fiducia della Chiesa nella sua vocazione.

La celebrazione si è tenuta nella Cappella Maggiore del Collegio Urbano, con tutta la comunità, insieme a ospiti e amici, radunati in preghiera per la Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo Samuele Sangalli, Segretario Aggiunto del Dicastero per l’Evangelizzazione e concelebrata da Mons. Agostino Han, Capo Ufficio, dal Rettore Don Armando Nugnes e da tutti i formatori.

Nella sua omelia, Mons. Samuele ha incoraggiato tutti a seguire l’esempio di San Paolo e di Gesù, presentati rispettivamente nella prima lettura e nel Vangelo, i quali hanno vissuto una profonda unità con Dio. Ha invitato tutti a rafforzare quotidianamente la propria relazione con il Signore, affinché essa si trasformi in una vera unità ecclesiale, vissuta nella comunione con i propri vescovi e con il presbiterio della diocesi. Questo “sì” che oggi i candidati pronunciano deve diventare il fondamento di tutti i “sì” che diranno durante il loro ministero, nell’obbedienza al Signore e alla Chiesa missionaria.

A seguire, in refettorio si è tenuto un momento di festa con i nuovi ammessi, i loro ospiti e tutta la comunità. Le note del canto “Bless the Lord, o my Soul” hanno espresso il ringraziamento a Dio per il dono ricevuto. Preghiamo affinché Dio continui a custodire il cammino dei nostri nuovi candidati e li renda autentici missionari.

Benedict Aiyeyun Omotoyosi

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