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Ritorno all’Alma Mater:

Ritorno all’Alma Mater:

Un «anniversario» è una ricorrenza annuale che richiama un evento significativo, nel nostro caso l’ordinazione sacerdotale. È un momento per fermarsi, guardare un attimino dietro e riprendere il cammino con delle idee più chiare per il futuro.

In quest’ottica, alcuni sacerdoti ex-alunni del nostro collegio (Fukamizu Masakutsu, Arcidiocesi di Tokyo; PSig Jean Marcel Coopoosamy, Diocesi di Port Victoria, Seychelles; Jerome Arthasseril, Arcidiocesi di Newark, NJ; Peter Damien Akpunonu, Arcidiocesi di Dionysus, Nigeria; Adrien Ntabona, Arcidiocesi di Bujumbura, Burundi; Maxwell Salsone, Diocesi di Port Elizabeth, Sudafrica; Gerard Masters, Sudafrica e Arcidiocesi di Hartford Connecticut, USA; Peter Akpunonu, Arcidiocesi di Onitsha, Nigeria), hanno voluto fermarsi non soltanto festeggiare i loro 60 anni di sacerdozio, ma anche e soprattutto per tornare nella casa che li ha formati e che li ha aiutati a diventare strumenti che oggi sono per la Chiesa.

Tutti vogliono così riconoscere i prodigi e gli esseri che sono davanti a Dio (Sal 139,14). Proprio per questo motivo, di riconoscenza verso Dio si è celebrata una Messa in loro onore questo mercoledì 07 ottobre 2026. Durante la celebrazione, il predicatore ha richiamato il sentimento di gratitudine che hanno verso questa casa, si è soffermato su due cose essenziali in modo laconico: il Missionario e la discesa dello Spirito Santo. Chiedendo che lo Spirito Santo scenda su di «noi» come fece con Maria, per renderci veri missionari di Cristo, ci ha ricordato che i missionari sono chiamati ad avvicinarsi al prossimo, persino a quello che sembra lontanissimo da noi; contro la spinta all’individualismo e all’allontanamento dell’altro veicolata dai media e dall’uso che ne facciamo.    

Questo ritorno all’Alma Mater è un gesto carico di senso spirituale ed umano che va percepito come testimonianza; una testimonianza chiara e autentica di gratitudine verso questa casa, ed un esempio del legame che rimane sempre tra gli alunni anche dopo la loro partenza. È una dinamica religiosa, ma anche collettiva e comunitaria. È inoltre un segno per gli alunni attuali della fraternità che va vissuta oltre i limiti nazionali e dello spazio. È proprio la divina provvidenza   che ha permesso che, mentre il tema di quest’anno è «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8) «Dalla gratuità alla gratitudine» ci è stato dato in modo chiaro e concreto non soltanto un esempio di gratuità data, ma anche e soprattutto di gratitudine. Attraverso questa esperienza, più che grandi concetti si è vissuta e toccata la logica in cui si vuole intraprendere la nostra formazione quest’anno. L’esempio facilita sempre la comprensione e l’integrazione di una nozione; tutti ne escono arricchiti e più consapevoli delle aspettative di questo nostro tema.

«Ecco il giorno che fece per loro il Signore, giorno di festa e di gioia» (Sal 118,24). Un’attenzione particolare va riservata a loro, insieme all’augurio di tantissime belle cose ancora per loro. Come lo significava il Nostro Reverendissimo Padre Rettore nella sua parola di augurio a loro: nella speranza che un giorno anche noi, come i nostri padri giubilari, possiamo dire «in questa casa abbiamo vissuto i più belli anni della nostra vita». In questo giorno della memoria della Beata Vergine Maria del Rosario, non dimentichiamo di pregare con gli altri e per gli altri.

                                                                                                          Louis Marie Fils ANDZONGO

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