La comunità si prepara alla nascita di Gesù tra preghiere e attività festive
Rivolgendosi al Signore per implorare la sua venuta nella gloria, la Chiesa vive l’Avvento come tempo di vigilanza, di attesa e dunque di speranza nel compimento dell’ultima e definitiva promessa fatta dal Signore Gesù: “Sì, vengo presto! Amen” (Ap 22,20).

Questo tempo che prepara e apre al Natale è stato vissuto dalla nostra comunità del Collegio Urbano con uno spirito vigilante, gioioso e dedito alla preghiera e alla festa per pregustare la gioia che viene dalla nascita del Figlio di Dio: “Et verbum caro factum est, et habitavit in nobis” (Gv 1,14). Ciò rivela quanto l’Avvento non sia soltanto un tempo di timida attesa, bensì un intreccio di invocazione e letizia che ci fanno entrare nel mistero dell’Incarnazione.


Lungo il mese, adorazioni, ritiri, confessioni e meditazioni ci hanno aiutato a vivere con vigilanza questo tempo, rilevando soprattutto l’importanza che il Natale occupa nel nostro cammino di fede. Infatti, non si tratta semplicemente della commemorazione storica della nascita di Cristo, ma dell’inizio della nostra redenzione che culminerà nella Sua Pasqua. Questa venuta è per tutti i cristiani l’admirabile commercium cantato dai Padriche richiede una preparazione profonda.

Così come la festa di Natalenon può non essere per noi “festa”, lo stesso è per la sua preparazione. Per questo, la comunità ha atteso il Signore in diversi modi: costruzioni di presepi, prove di canto, Christmas Carols, momenti di fraternità nei gruppi formativi, attività sportive e, il 19 dicembre, la festa pre-natalizia di tutto il Collegio che ha coinvolto tutta la comunità. Fra canti e balli, abbiamo espresso la gioia di accogliere il Bambino Gesù nei nostri cuori e nella nostra comunità.
La celebrazione della venuta del Signore nella carne nutre, sostiene e rafforza l’attesa della sua venuta nella gloria alla fine dei tempi e ci invita a vivere con impegno e responsabilità il nostro presente.
Tedy Ngama








