Sabato 7 marzo si è aperta la Settimana di scambio culturale al Collegio Urbano alla presenza del Card. Tagle
“Di due ha fatto una cosa sola… a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini (cf. Ef 2,14b.17b); “Non c’è giudeo né greco, non c’è schiavo né libero” (Gal 3,28). Queste parole fanno da sfondo alla Settimana di scambio culturale di quest’anno, conosciuta come Open Week, che è stata ufficialmente inaugurata sabato 7 marzo nel corso di una ricca giornata di attività. Si tratta di una tradizione che si ripete ogni due anni,un momento di interculturalità, gioia e condivisione, dove la diversità è accolta, vissuta e trasformata in unità, dove le culture si mettono in dialogo tra di loro, dove i discorsi sulla pace lasciano il posto alla concretezza della fraternità, dove la diversità non genera divisione, ma si presenta come opportunità per accogliere la ricchezza dell’altro e costruire ponti di comunione.

La giornata di apertura dell’Open Week è iniziata con la Santa Messa presieduta dal nostro Card. Tagle, nella Cappella del Collegio, insieme a vari concelebranti, tra cui rettori e responsabili di alcuni seminari, case di formazione e collegi missionari, presenti a Roma e invitati per l’occasione. Il Pro-Prefetto del Dicastero Missionario ha ricordato che la celebrazione eucaristica è il miglior modo per iniziare questa attività, dato che “spezzare insieme in pane” equivale a riconoscersi fratelli e consolidare la propria comunione. Nella sua omelia, ha richiamato il valore di ogni cultura, insistendo sull’importante di acquisire un’intelligenza culturale “che spinge al rispetto della sensibilità culturale degli altri, a essere giusti gli uni con gli altri. Le persone sono diverse, non solo per la libertà umana, ma anche per la loro cultura. La cultura serve come una seconda natura e questa si manifesta attraverso il nostro modo di vivere e nelle cose che possono sembrare insignificanti”. Il Cardinale ci ha invitati ad abbracciare la “cultura di Dio” che ci è stata rivelata da Gesù Cristo e che assume e trasfigura tutte le nostre appartenenze culturali. La cultura dell’amore, il modo di agire e amare di Dio, rappresenta lo stile che ogni discepolo deve fare proprio su questa terra.

La giornata è proseguita in aula magna attraverso esibizioni e testimonianze che hanno rivelato la ricchezza culturale di alcune comunità formative, incentivando quello scambio fraterno che rappresenta l’anima di questa attività. Canti, balli e presentazioni hanno allietato tutti i presenti e rivelato, ancora una volta, la bellezza poliedrica della nostra comunità. A questo momento ha fatto seguito quello gastronomico dei “Sapori del mondo”, dove alcuni gruppi nazionali hanno offerto ai presenti dolci e piatti tipici delle loro realtà culturali e così tutti gli ospiti hanno potuto gustare qualcosa dai cinque continenti. Come da tradizione, nella hall del Collegio sono state allestite con cura le esposizioni culturali, piccoli stand che raccolgono informazioni e oggetti tipici delle diverse realtà culturali della nostra comunità e che saranno visitabili fino a domenica 15 marzo. La giornata è terminata con pranzo fraterno in refettorio, accompagnato da altri momenti di animazione culturale.
“Non siete una somma di volti o di tensioni, ma un simbolo di pace”, ci ha ricordato la prof.ssa Rosanna Virgili nell’ultimo incontro di Lectio Divina, tenutosi pochi giorni fa. Sia questo il cammino e la meta della nostra comunità formativa e l’augurio a tutti coloro che in questi giorni parteciperanno ai nostri programmi culturali.
Joaquim Massala








