Il Card. Baggio interviene su “Fratelli tutti” e inaugura i laboratori culturali
Nel quadro della Settimana di scambio culturale, mercoledì 11 marzo, abbiamo trascorso una serata significativa e stimolante alla presenza del Card. Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha tenuto una conferenza sulla cultura del dialogo e della pace a partire dall’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco.

Dialogo significa ascoltare gli altri, rispettare le differenze e cercare insieme il bene comune, non vincere una discussione. Papa Francesco avverte che il mondo sta vivendo un momento difficile, segnato da divisioni crescenti, nazionalismi aggressivi e scontri politici tra le nazioni. Un’altra grande preoccupazione è il ritorno della guerra che porta solo sofferenza e distruzione; per questo la Chiesa promuove la diplomazia, la cooperazione e la pace. Al centro della riflessione dell’Enciclica c’è la fraternità universale: le differenze di cultura, religione e nazionalità devono diventare una ricchezza e non motivo di divisione. Il Vangelo invita infatti a costruire ponti e non muri. Alla luce di “Fratelli tutti”, il Cardinale ha evidenziato tre dimensioni fondamentali che appartengono al dialogo: identità, diversità e comunicazione. È importante conoscere la propria identità, considerare la diversità come opportunità di crescita e promuovere una comunicazione basata su verità e comprensione. Il dialogo diventa così la via per la pace e per costruire un mondo più unito.

Dopo la relazione di Sua Eminenza, sono intervenuti i quattro gruppi rappresentativi dei 35 paesi presenti al Collegio Urbano: il gruppo Cina-Vietnam, SIMPATIV (Myanmar, Indonesia, PNG, Timor Est e Venezuela), PAKINDESH (India, Pakistan e Bangladesh) ed “Ecclesia in Africa”. Ogni gruppo ha provato ad offrire qualche elemento caratteristico della propria cultura, rispondendo alle seguenti domande: 1) Come si educano i bambini e i giovani alla fraternità? 2) Come vivono gli adulti la fraternità? 3) Come superare le sfide legate alla fraternità? È stata una condivisione molto interessante perché ci ha permesso di conoscere più a fondo le dinamiche riguardanti la promozione della fraternità nelle diverse culture, al di là degli aspetti più visibili.
Infine, dopo cena, si è dato spazio ai saloni o laboratori culturali. Ognuno di questi quattro gruppi ha allestito una propria sala dove ha presentato videoclip, power point, sketch, abiti e oggetti culturali per un’immersione nelle dinamiche di vita della propria cultura di appartenenza. Ogni gruppo d’anno ha potuto visitare queste sale e toccare con mano le principali culture che caratterizzano la nostra comunità formativa e, soprattutto, il loro modo di intendere la fraternità. Attraverso questa attività siamo arrivati a conoscere il valore e il significato che ogni cultura rappresenta per la missione della Chiesa, rinnovando la nostra chiamata ad essere artigiani di dialogo e di pace.
Doi San (Joseph)








