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Ordinazioni diaconali 2026

Ordinazioni diaconali 2026

Sabato 25 aprile 2026, sull’altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro, 17 alunni del Pontificio Collegio Urbano, “presi fra gli uomini”, sono stati “consacrati e mandati” per il servizio (cf. Eb 5,1), con l’Ordinazione diaconale ricevuta dalle mani del Card. Luis Antonio Tagle. Un evento grandioso e memorabile che non ha lasciato indifferente nessuno. Familiari, amici e tanti Propagandisti erano attivamente presenti e coinvolti nei vari ambiti per vivere una splendida cerimonia.

L’impegno dei giovani di rispondere alla chiamata di Cristo nel mondo travagliato di oggi è una prova chiara del compimento continuo della promessa fatta da Dio per bocca del profeta Geremia: “Pastores dabo vobis” (Ger 3,15). È Dio stesso, infatti, che assicura al suo popolo di non lasciarlo mai privo di pastori che lo radunino e lo guidino. La figura del diacono nella Chiesa si pone in continuità con l’opera del Signore che il Padre ha “consacrato e mandato” e la cui grazia è stata comunicata a tutto il Corpo Mistico nei diversi carismi e ministeri. Il diaconato è una “beatitudine data per gli altri”. Servire è per il diacono un dovere verso Dio, gli altri e se stesso perché contribuisce ampiamente alla santificazione sua e della Chiesa. Infatti, «tutti questi doveri nell’Ordine sacro rendono simile chi ne è investito a Cristo e non c’è nessun altro dovere che abbia la capacità di eguagliare la vita al Signore. Non solo questi doveri rendono simile a Cristo, ma hanno una grazia inerente. Comunichiamo Dio agli altri e Dio si comunica a noi» (G. B. Montini, Cari Sacerdoti. Raccolta antologica, Torino 2010, p. 201).

Sentimenti di gioia e di stupore ricoprivano i volti dei diaconi pronti per il nuovo servizio. Un incarico ricevuto che contemporaneamente sorprende, stupisce e colma di gratitudine. Le parole pronunciate dal Card. Tagle durante l’omelia hanno offerto ai novelli diaconi il giusto orizzonte per intraprendere il nuovo ministero come servizio da rendere sì ai più fragili della società, ma prima di tutto alla comunione e all’unità della Chiesa sparsa nel mondo. Questo servizio reso agli uomini ha un’origine divina che orienta ogni attività ministeriale da svolgersi sempre in collaborazione con tutto il corpo ecclesiale nella sua dimensione gerarchica. Da qui scaturisce il senso vero del diaconato: al diacono «sono imposte le mani non per il sacerdozio, ma per il ministero, (…) sorretto dalla grazia sacramentale, in comunione col Vescovo e il suo presbiterio, serve il popolo di Dio nel ministero della liturgia, della predicazione e della carità» (LG 29).

La comunità del Collegio Urbano gioisce e si rallegra con i 17 nuovi diaconi di rito latino per il dono totale di sé a Dio e per aver accresciuto il numero degli operai del Vangelo nella famiglia di Propaganda Fide. Essi rappresentano, per tutta la comunità e in particolare per le giovani generazioni, un segno di speranza e un incoraggiamento nel cammino vocazionale di ciascuno. Ad maiorem Dei gloriam.

Tedy Ngama

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