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Angola benedetta

Angola benedetta

Il viaggio apostolico di Sua Santità Papa Leone XIV in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, dal 13 al 23 aprile 2026, è stato un momento unico per ravvivare la fede e la speranza in un continente segnato da conflitti politici, economici ed etnici. Il popolo riconosce chi porta la pace!

Papa Giovanni Paolo II è stato il primo a toccare il suolo angolano nel 1992, momento in cui il paese cercava una via per risollevarsi dopo il primo periodo di guerra civile che ha distrutto gran parte del territorio. A lui è seguito Papa Benedetto XVI nel 2009, dopo 17 anni. Papa Leone XIV, dopo altri 17 anni, dal 18 al 21 aprile ha realizzato una visita tanto attesa da tutto il popolo angolano e non solo, includendo i fedeli dei paesi vicini come Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Mozambico, Namibia e altri.

All’arrivo in aeroporto, Papa Leone XIV è stato accolto dal Presidente della Repubblica dell’Angola, João Lourenço, e dai Vescovi della Conferenza Episcopale di Angola e S. Tomé. Durante il suo primo incontro in terra angolana con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico, il Santo Padre ha pronunciato il suo discorso in portoghese, la lingua ufficiale del Paese, un aspetto che ha catturato l’attenzione di tutti per il suo calore. Il Papa ha definito la gioia e la speranza come caratteristiche del continente africano: “…l’Africa è, per il mondo intero, una riserva di gioia e di speranza, che non esiterei a definire virtù ‘politiche’”, perché i suoi giovani e i suoi poveri ancora sognano e sperano. Ha poi richiamato l’attenzione dei leader politici affinché resistano alle potenze mondiali che trasformano il continente in un luogo di sfruttamento e di arricchimento egoistico, lasciandolo nella miseria. Occorre liberarsi “dalle schiavitù imposte dalle élite ricche e dalle false gioie…”. Il discorso, caratterizzato anche da affermazioni concrete sulla situazione del Paese, al di là delle dinamiche politico-partitiche, ha visto il Sommo Pontefice lanciare un appello all’unità, alla riconciliazione e alla tolleranza politica: “Anteponete il bene comune a quello di parte, non confondendo mai la vostra parte col tutto. La storia allora vi darà ragione, se anche nell’immediato qualcuno vi sarà ostile”. Il Santo Padre ha poi indicato il dialogo come via per la riconciliazione e il superamento dei conflitti tra fratelli della stessa patria, citando Papa Francesco: “Vi è però una terza modo, la più adeguata, di porsi di fronte al conflitto. È accettarlo di supportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo”.

Il Papa in Angola ha visitato l’arcidiocesi di Luanda, capitale del Paese, una delle sue diocesi suffraganee, quella di Viana, dove ha recitato il Santo Rosario nel Santuario mariano di Mama Muxima, e l’Arcidiocesi di Saurimo, situata nella parte orientale del Paese, dove ha visitato una casa di riposo e ha presieduto la sua seconda Messa. Il Santo Padre ha presieduto la prima Santa Eucarestia, la III domenica di Pasqua, nella città di Kilamba (Luanda). Durante l’omelia, ha richiamato l’analogia con i discepoli di Emmaus, i quali, delusi dalla morte del loro Maestro e Signore nel quale avevano posto la loro speranza dopo un lungo cammino di apprendimento confermato dai miracoli, continuano a camminare intrappolati negli eventi del passato. Papa Leone XIV ha esortato i fedeli cristiani e tutti gli angolani in generale ad andare avanti e a continuare la loro storia, perché il Signore della storia cammina in mezzo a loro. Non devono lasciare che il pesante fardello delle difficoltà sia la ragione per non andare avanti, perché Egli è risorto: “Ecco tracciata anche per noi, per voi, cari fratelli e sorelle angolani, la strada per ricominciare: da una parte, la certezza che il Signore ci accompagna e ha compassione di noi, dall’altra, l’impegno che Egli ci chiede”. Questa comunione con il Signore si realizza attraverso una relazione personale con Lui, ascoltando la Parola che infiamma il cuore e celebrando l’Eucaristia. Inoltre, ha esortato i cristiani e tutti gli angolani a fare attenzione alle pratiche religiose tradizionali per evitare il rischio di confusione derivante dalla mescolanza di elementi magici e superstiziosi che non favoriscono il cammino spirituale verso Cristo.

Il Santo Padre ha avuto il suo ultimo incontro con vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati e altri operatori della pastorale a Luanda. È stato un momento importante per incoraggiare missionari e futuri missionari di quella Chiesa: “…non abbiate paura di dire sì a Cristo, di modellare completamente la vostra vita sulla Sua. Non abbiate paura del domani: voi appartenete totalmente al Signore… Egli non toglie nulla, dona tutto”. Il Successore di Pietro ha colto l’occasione per richiamare l’attenzione dei presenti sull’autenticità della missione, sulla fedeltà a Cristo, sul valore della testimonianza e sulla prontezza missionaria di fronte alle tentazioni del comodo mondo moderno. Il Sommo Pontefice ha affidato tutti a Mama Muxima, la Vergine Maria, affinché, tutti gli abbandonati e gli smarriti in lei possano trovare conforto.

Joaquim Massala
Diocesi di Uije, Angola

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